2 febbraio 1986, a pochi mesi dalla scomparsa di Elsa Morante il Comune di Procida con delibera di giunta n.151 istituisce il Premio Procida Isola di Arturo Elsa Morante.

L’iniziativa nasce dall’Assessore alla Cultura Domenico Ambrosino, ispirato dalla potessa e scrittrice romana Gabriella Sica, assidua frequentatrice dell’isola, con l’importante critico letterario Walter Pedullà, Paolo Volponi, scrittore, poeta e politico, Jean Noel Schifanò, traduttore della Morante in Francia.

I primi riconoscimenti andarono a scrittori emergenti come Stefano D’Arrigo, Marco Lodoli, Marta Morazzoni. Il Premio si svolgeva nello storico Palazzo Catena, allora sede del Collegio Europeo dei Traduttori Letterari che aveva sede a Procida.

Il Premio del comune di Procida andò avanti con alterne vicende per due decenni con l’assessore alla cultura Enrico Scotto di Carlo ospitando nomi importanti della cultura non solo letteraria ma anche del cinema, della musica, del giornalismo come Mario Martone, Carlo Verdone, Cristina Comencini, Riccardo Muti, Uto Ughi, Nicola Piovani, Alberto Asor Rosa, Paolo Mieli, e tantissimi altri che nella serata finale di premiazione si confrontavano in un interessante pubblico dibattito.

Nel 2015 con l’assessore Nico Granito assistiamo ad una sorta di rifondazione che recupera lo spirito originario del Premio quale riflettore che si accende sui nuovi talenti e motore di diverse iniziative culturali sull’isola nel corso dell’anno. La giuria tecnica del premio viene rinnovata con otto nuovi membri tra cui il Presidente, Gabriele Pedullà, e ad essa viene affiancata una giuria popolare a cui si dovrà la selezione del vincitore del premio. Inoltre accanto al premio letterario viene istituito un premio alla saggistica dedicata al mare. Infine il Comune coinvolge nell’iniziativa un nuovo prestigioso partner: la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma.

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L’Isola di Arturo

Arturo Gerace nasce e vive a Procida la sua infanzia e adolescenza. Rimasto orfano di madre, attribuisce al padre le caratteristiche di un eroe, al quale lega i propri cicli vitali aspettando i suoi ritorni così come si aspetta l’alternarsi delle stagioni.

Il padre è scontroso ed inarrivabile, ma per Arturo rappresenta l’ideale dell’eroe bello, invincibile. Un giorno il padre conduce a Procida la sua nuova moglie: Nunziatina. In un primo tempo, Arturo sente per Nunziatina un’avversione profonda ma poi se ne innamora. Questo amore lo fa soffrire e si intensifica quando scopre che suo padre è omosessuale. Arturo decide di lasciare Procida per sempre.